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LA PALESTRA

Il C.S.Karate Varedo nasce nel 1978 sotto la guida del M.to Merati Edoardo, cintura nera 6° dan.
Inizia il suo cammino con una decina di allievi per poi arrivare ai giorni nostri contando un centinaio di iscritti.
Il M.to Merati, dotato di grandissimo carisma, riesce a trasmettere oltre all'arte del combattimento e alla tecnica, insegnamenti di vita che rimangono impressi in ognuno dei suoi allievi.
La palestra conta una trentina di cinture nere, molte delle quali la frequentano da oltre trent’anni.
Un contributo notevole per il buon funzionamento e il suo sviluppo lo si deve anche alla moglie del maestro, Marinelli Grazia, cintura nera 4° dan, che opera nel settore da ben trentadue anni, la quale con tanta pazienza riesce ad insegnare a bambini piccolissimi questa difficile arte.
Nel corso degli anni si sono svolte tantissime gare a livello nazionale e internazionale nelle quali gli atleti si sono sempre distinti nelle diverse specialità.
Durante tutti questi anni il C.S.K.V ha voluto diffondere tramite le varie manifestezioni l’arte del karate nei paesi circostanti ottenendo un grandissimo successo.
Da ricordare la dimostrazione svoltasi nel 2003 al palazzetto di Varedo, in memoria di Curioni Diego, uno degli allievi del maestro, scomparso nel 1995.
Il karate è uno sport adatto a tutte le età, soprattutto ai bambini ( dai 6 anni in su ) perché oltre che ad imparare la disciplina, sviluppano la psicomotricità, nonché la memoria e l’autocontrollo.

Le Regole del Do-jo

Dojo significa “luogo di saggezza“. Vi possono accedere solo coloro che sono sinceramente interessati allo studio di sé stessi.La calma e la concentrazione vi devono regnare. Coloro che entrano nel dojo per praticare devono abbandonare ogni pregiudizio a proposito di sé e degli altri. Lasciate alla porta ogni preoccupazione circa la razza, la condizione sociale e la religione.

Il dojo non è un luogo di riunioni sociali e politiche, né un istituto.
- L’armonia ed il rispetto fra i praticanti sono essenziali;
- Il linguaggio e il comportamento devono essere corretti;
- Il rispetto per gli allievi anziani è d’obbligo;
- La pulizia del corpo e degli indumenti deve essere scrupolosamente curata;
- Durante la pratica, va indossato correttamente ed esclusivamente il costume tradizionale;
- Si devono osservare i saluti e le forme tradizionali di cortesia e di rispetto;
- Anche negli spogliatoi, l’atteggiamento deve essere concentrato: non si parla ad alta voce, calzature, sacchi ed indumenti devono essere sistemati con cura.

L’insegnante non va diffuso senza autorizzazione.
Una buona educazione, la completa fiducia nell’insegnante e l’amore per l’arte che si intende studiare, sono tra le cose essenziali che l’allievo deve portare con sé.
Chi non può accettare queste regole, che rappresentano la vera essenza della pratica cosi come è stata trasmessa dalla tradizione, è pregato di andarsene e di ritornare solo quando le avrà comprese.

Nel DOJO si ricerca la VIA

Sbagliare non è male,
compiere lo stesso errore non è bene.
Ogni errore rivela lo spirito difettoso.
E’ anche vero però
Che un uomo perfetto
Non serve granchè all’umanità.
Fate tesoro di questo primo insegnamento:

ARMA DEI SAMURAI ERA LA SPADA, MA I MIGLIORI ERANO QUELLI CHE LA ESTRAEVANO DI MENO. CHI FA DEL KARATE UN MEZZO DI VIOLENZA E’ SOLO UN POVERO DI SPIRITO.